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GRAZIE! Ed ora?


GRAZIE! Ed ora?

Cari parrocchiani,

eccoci giunti all’ultimo numero di IN COMUNITA’ per quest’anno pastorale. Il mio primo ringraziamento, anche a nome vostro, va proprio a colui che è stato la mente e il braccio instancabile di questo bollettino parrocchiale e di molto altro ancora. Grazie a tutti coloro che hanno lavorato, collaborandomi a favore di tutta la comunità, in tutti gli ambiti della vita comunitaria e cristiana. Penso alla formazione cristiana dei fanciulli, dei ragazzi e dei giovani. Penso al decoro della sacra Liturgia e degli spazi interni ed esterni. Penso agli organizzatori dei momenti di fraternità e di festa. Penso alle tante coppie di genitori con cui abbiamo collaborato per il bene loro e dei loro figli. Penso agli anziani e agli ammalati, che instancabilmente offrono sofferenze e preghiere a favore di tutti. Siete in tanti, e tanto avete fatto. Dio vi ricompensi tantissimo!

Domenica scorsa si è tenuta la nostra prima assemblea parrocchiale. Ho avuto modo di riaffermare, con sempre maggiore convinzione, la straordinaria maturità di questa comunità, così matura da dare a volte l’impressione di poter (o voler) fare a meno persino del parroco. Tuttavia, la natura costituzionale della Chiesa non consente ciò, ed è per questo che dobbiamo continuare a camminare insieme, in maniera sinodale La nostra parrocchia è veramente fuori dal comune, lo dico a partire dall’esperienza con tante (ma ancora non tutte) anime che ho conosciuto o visitato personalmente. La bontà d’animo, la gentilezza, il senso di accoglienza, il desiderio di spiritualità, il bisogno di conoscere la Verità, la prontezza ad accogliere tutte le proposte che vengono fatte, l’abbondanza di vocazioni speciali, la ricchezza di una gioventù umanamente matura, la sanità di molte famiglie, sono solo alcune delle qualità e risorse della parrocchia SS.ma Annunziata in Borgo Montello. Andiamo avanti, il terreno è molto buono, il Signore si aspetta tanto da noi. A chi molto fu dato, dice Gesù nel Vangelo, molto sarà chiesto.

Vi ho, poi, messo in guardia da almeno quattro pericoli, sempre più striscianti in molte comunità oggi: il tradizionalismo, il modernismo, il cameratismo e il carrierismo. Occorre, invece, un sano realismo per affrontare tutte le sfide della vita cristiana senza pregiudizi, freni o ideologie di sorta. Siamo Chiesa, popolo di Dio, comunità di santi, discepoli del Cristo. Tutto quello che facciamo deve profumare di Cristo e del Suo Vangelo. Guai, però, a chi si vergognerà di Cristo o nutrirà sfiducia negli altri circa la potenza dello Spirito di Cristo che fa nuove tutte le cose!

Le prospettive future sono quelle indicate dal Pastore universale, il Papa, e dal Pastore della Chiesa diocesana, il Vescovo. Dobbiamo essere sempre più Chiesa sinodale, quindi diciamo no ai particolarismi e al settarismo di chi si coltiva e pensa solo al suo orticello. In questo il parroco, che ha il compito di insegnare, santificare e governare, dovrà essere vigile custode e pastore accorto, che sa aspettare i tempi di maturazione del suo gregge, con prudenza e pazienza, ma non può permettere che nelle cose più alte, importanti e necessarie si degeneri nella falsità o persino nel peccato.

La Chiesa diocesana, invece, ci ha esortato ancora una volta al percorso di iniziazione cristiana 0-18, ovvero alla formazione a tutto campo. Su questo vorrò spendermi come meglio potrò, perché senza conoscere, credere e vivere il Vangelo non c’è salvezza. È seriamente questione di vita e di morte. Inoltre, quest’anno il Vescovo ci ha chiesto di lavorare molto sulla spiritualità, non quella vaga o evanescente, in cui c’è tutto e il contrario di tutto, ma un’autentica e solida spiritualità cristiana. Penso all’avvio nella nostra parrocchia dell’adorazione eucaristica quotidiana dopo ogni S. Messa feriale, specie il giovedì, con l’esposizione solenne del SS.mo Sacramento. Penso alla facilitazione della visita quotidiana al Cristo nel tabernacolo, mediante l’apertura diurna della chiesa. Penso alle prime catechesi al popolo iniziate quest’anno, incentrate proprio sul tema apicale e fontale dell’Eucaristia. E altro ancora.

Mi è sembrato giusto e opportuno farmi conoscere un po' di più da tutti voi. Non vi nascondo il mio imbarazzo, poiché non amo mai parlare di me, ma date le circostanze mi è sembrato bene, per essere ancora più famiglia, conoscerci un po' meglio. Ora sapete cosa ha fatto il Signore per portarmi in mezzo a voi, così come vi è noto che la mia vita è nelle mani di Dio il quale è libero di fare quello che vuole. Conoscete le mie competenze in quanto musicista, pedagogista, psicologo, canonista e attualmente docente e giudice ecclesiastico. Spero tanto di poter conoscere meglio tutti voi, attraverso la cura delle vostre anime. Penso in modo particolare ai tanti collaboratori parrocchiali, i quali devono sentirsi i primi destinatari dell’azione pastorale del parroco. La Chiesa è per sua natura missionaria, le periferie sono sempre la meta primaria verso cui andare. Tuttavia, non dobbiamo correre il rischio di cercare le pecorelle smarrite, mentre quelle nell’ovile si trascurano o dimenticano di crescere sempre di più nell’intimità con Cristo.

La nostra comunità ha un’altissima vocazione all’accoglienza di fratelli e sorelle che cercano un luogo di ristoro spirituale. Sono molti i gruppi di ragazzi e giovani che quest’anno sono venuti a trascorrere una giornata di spiritualità nel nostro centro storico. Molte sono le persone che ogni giorno da altre comunità, partecipano alle liturgie e catechesi della nostra parrocchia. S. Maria Goretti ha lasciato il suo profumo verginale di santità che attira molti e molti di più, ne sono certo, ne attirerà. Teniamo il cuore generosamente aperto e rallegriamoci perché la Chiesa, pur se divisa in tante comunità, rimane sempre Una, Santa, Cattolica e Apostolica.

Non sono pochi i necessari interventi che sarebbero da mettere in cantiere per la dignità e la sicurezza degli spazi della comunità. Alcuni di questi interventi, soprattutto per quanto riguarda alcune sacre immagini, sono stati già finanziati da famiglie generose. Altri necessitano dell’impegno di tutti. Diversi di voi mi hanno sollecitato ad iniziare una sottoscrizione. Prendiamoci del tempo, magari tutta l’estate appena iniziata, così da realizzare alcuni preventivi e in autunno, ad iniziare da me e da mio padre, potremo dare il nostro piccolo contributo per il bene comune a gloria di Dio.

Cari amici, sotto la stella luminosa della Vergine Annunziata, sospinti dal soffio dello Spirito Santo, ci affidiamo alla Volontà di Dio. Sia essa a guidare i nostri passi futuri e a decidere il meglio per le nostre vite. Vi benedico tutti, vi nascondo sotto il manto di protezione e amore di Maria SS. Annunziata e vi affido all’intercessione premurosa della gloriosa Patrona dell’Agro pontino.


Vostro

don Pierpaolo Maria Cilla

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